Castelli e Chiese

La statua della Madonna di Fatima
Il Tempio Nazionale di Maria Madre e Regina di Monte Grisa

Fu innalzato tra il 1963 e il 1966 su progetto dell'architetto triestino Antonio Guacci e solennemente consacrato il 22 maggio 1966 con una concelebrazione officiata da numerosi vescovi e presieduta dal cardinale Giovanni Urbani, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Quel giorno finalmente si compì il voto formulato più di vent' anni prima dal vescovo di Trieste, Antonio Santin, in un momento di grave pericolo per la città, non appena i Tedeschi erano sul punto di far saltare il porto e tutte le vie di comunicazione.
Monsignor Santin infatti aveva impetrato la protezione della Madonna, promettendo che se i Tedeschi avessero desistito dal loro proposito avrebbe fatto ogni sforzo perché venisse eretta una chiesa in suo onore. Trieste fu salva e nell'immediato dopoguerra si iniziò la raccolta dei fondi necessari per la costruzione della chiesa; ma i tempi erano duri e il compimento del voto sembrava quasi irrealizzabile. Le speranze si riaccesero nel 1948, allorché monsignor Giovanni Strazzacappa propose che l'erigendo tempio mariano di Trieste assumesse carattere nazionale. Nel 1959 si svolse attraverso tutte le novantadue province italiane il pellegrinaggio della statua della Madonna di Fatima; esso fu preparazione ad un avvenimento straordinario: la consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria, che avvenne il 13 settembre 1959 a conclusione del XVI Congresso Eucaristico Nazionale tenutosi a Catania.
Durante il pellegrinaggio delle meraviglie, come fu definito per l'enorme affluenza di fedeli, monsignor Strazzacappa patrocinò la raccolta dei fondi per realizzare il progetto di quel tempio mariano che sarebbe stato punto di riferimento e d'incontro religioso per tutti i popoli, al di sopra di ogni confine.
Il 17 settembre la statua della Madonna di Fatima giunse a Trieste e il 19 ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra del santuario, benedetta dal cardinale Lercaro alla presenza dei numerosi vescovi convenuti in rappresentanza delle diocesi italiane; il 20 la venerata statua riprese la via del ritorno verso il Portogallo.
Altare Madonna Fatima Il vescovo di Fatima, Joao Pereira Venancio, accogliendo il desiderio espresso dai Triestini, fece eseguire la copia identica della statua allo stesso scultore che aveva scolpito l'originale e volle portarla egli stesso a Trieste dove giunse, via mare, il 7 giugno 1960. Al porto l'attendeva una folla immensa e gioiosa che in devota processione la trasportò fino alla cattedrale di San Giusto: la statua della Madonna di Fatima attese per sei anni che fosse compiuto il tempio a lei destinato e dedicato a Maria Madre e Regina, secondo la volontà espressa dal papa Giovanni XXIII nel giorno della posa della prima pietra. Da quel giorno i pellegrinaggi a Monte Grisa si susseguono incessantemente.
L'edificio sacro è immerso nel verde e nella pace, che invitano ad abbandonare per un poco le preoccupazioni terrene e ad elevarsi spiritualmente nella preghiera. Esso è concepito secondo i dettami di un'architettura omologica, basata cioè su moduli triangolari rigorosamente calcolati che, ripetendosi nelle stesse proporzioni, compongono non solo la costruzione, ma anche ogni suo singolo arredo, dalle acquasantiere ai banchi, ai confessionali, alla cattedra vescovile, all'ambone, alle lampade a muro...
Equilibrio ed armonia caratterizzano la massa volumetrica che, nonostante la sua imponenza (ben 48.000 metri cubi) risulta leggera, ariosa, grazie al reticolato delle travi in cemento armato disposte a triangolo che le conferiscono l'aspetto di una trina trasparente. I l tempio è costituito da due chiese sovrapposte, l'inferiore e la superiore, entrambe con pianta a croce greca; la navata principale dell'inferiore è orientata nord-sud, mentre quella della superiore est-ovest, cosicché le due navate sovrapposte formano anch'esse una croce greca. Le due aule di culto sono collegate tra loro da una scala interna, ma hanno anche ingressi indipendenti.
La chiesa inferiore ha l'ingresso rivolto a nord, in asse con l'altare maggiore dedicato ai Caduti senza Croce, quella superiore, che ha l'orientamento tradizionale delle basiliche paleocristiane, ha due ingressi laterali contrapposti, a nord e a sud, che formano idealmente un vano passante, trasfigurazione moderna dell'antico endonartece o atrio ed in quest' aula è posta la statua della Madonna di Fatima, a cui è riservato uno dei tre altari presenti, quello nel braccio nord del transetto. L'altare che gli sta di fronte, dedicato al Santissimo, ha una grande croce gemmata in ferro brunito e vetro fuso. Nella copertura della navata s'incunea il prisma capovolto che costituisce la cella campanaria. Se nella chiesa superiore domina il senso della verticalità, nell'inferiore domina quello dell'orizzontalità, non solo per la minore altezza del soffitto, ma anche per la doppia valenza del suo impianto planimetrico, centrale e longitudinale nel contempo. Qui la pianta a croce greca è meno percepibile che nell'aula superiore; inoltre le due sequenze di pilastri sostenenti le lunghe travi scandiscono lo spazio longitudinalmente, con lo spirito e il ritmo delle navate a campate delle antiche chiese. Nelle tre nicchie a destra del presbiterio sono posti altrettanti altari, dedicati a S.Giorgio patrono di Pirano, alla Madonna del Carmine e ai SS.Mauro e Donato patroni di Isola d'Istria, a S.Caterina da Siena. Nei bracci trasversali della croce si contrappongono, tre a tre, quelli dedicati a Gesù Risorto e i SS.Patroni delle Chiese Istriane, ai SS.Vito e Modesto patroni di Fiume, ai SS.Girolamo e Simeone patroni di Zara e della Dalmazia, ai SS.Cirillo e Metodio apostoli dei popoli slavi, a S.Francesco d'Assisi e a Sant' Antonio di Padova.
Fungono da pale notevoli sculture in bronzo degli scultori Mascherini e Alberti e pannelli in mosaico policromo; di Marcello Mascherini è il Crocifisso appeso sulla scala che conduce alla sacrestia. L'ingresso sud della chiesa superiore si apre su un ampio belvedere, che offre una magnifica vista sul golfo.

Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2008