Trieste attraverso la sua storia
L'impero Asburgico
Lo sviluppo
Quando nel 1780 Maria Teresa morì, il suo successore Giuseppe II, perseguendo una centralizzazione politica, impedì un ulteriore sviluppo della città ripresa però con la salita al trono, nel 1790, di suo fratello Leopoldo II che riprese la precedente politica di Maria Teresa. Improvvisamente egli morì e alla fine del XVIII secolo Trieste fu occupata tre volte dai francesi influenzando negativamente il commercio internazionale. Sebbene però in quegli anni diminuì il traffico commerciale, la città continuò a sostenere nuovi progetti edilizi: edifici neoclassici furono realizzati proprio all'inizio del XIX secolo (per esempio Palazzo Carciotti e il Teatro).
Dopo la sconfitta di Napoleone l'Austria assunse di nuovo nel 1813 il governo. Trieste, dopo la
ricostituzione del porto franco, divenne ancora una volta una oasi felice, nella quale il commercio
ebbe un nuovo slancio. Vennero fondati i grandi gruppi assicurativi in un clima di prosperità
generale, così come le compagnie di navigazione, gli istituti bancari e di credito, si sviluppò la
Borsa. Successivamente ci si preoccupò anche per un miglioramento dei collegamenti con l'Hinterland,
e fu costruita la ferrovia meridionale Trieste - Vienna. Questa imponente crescita fece di Trieste uno dei centri più importanti dell'
allora impero asburgico e rafforzò il sentimento di italianità, crebbe anche la produzione artistica,
politica e culturale.
Mentre cultura ed economia fiorivano bene, gli ideali di libertà e di unione nazionale trovarono
anche qui i loro seguaci e molti triestini protestarono contro la politica austriaca di
stabilizzazione, contro le limitazioni della libertà politica e contro la burocrazia viennese,
che influenzava tutti i campi della vita sociale.
Sempre più triestini diventarono appassionati sostenitori dell'indipendenza politica e della
cultura italiana.
Quando nel 1915 l'Italia entrò nella prima Guerra Mondiale, gli irredentisti pensarono che il loro sogno si sarebbe potuto realizzare in poco tempo, e molti di essi presero parte alla guerra, assieme ai soldati italiani, come combattenti volontari.
Il 3 novembre 1918 la torpediniera "Audace", scortata da un biplano, approdò al molo San Carlo di
Trieste (oggi molo Audace) e sul molo sbarcarono i bersaglieri: con ciò fu realizzata l'unione con la
madrepatria.
Il 20 marzo Trieste fu ufficialmente incorporata nel regno d'Italia. Il primo ritorno all'Italia, così
lungamente atteso, avvenne in un tripudio tricolore, ma tale annessione
retrocesse Trieste al ruolo di "porto qualunque", avendo perso, una volta svincolata dal contesto
mitteleuropeo, la sua unicità.