Trieste attraverso la sua storia
Il Porto Franco
Nel medioevo
Nel Medioevo Trieste si estendeva sul Colle di S. Giusto ed aveva una forma triangolare, con il
vertice sulla sommità del colle e la base sul mare. Il porto era molto piccolo ed aveva il nome di
"Mandracchio". La città vecchia era circondata dalle mura; che erano situate dove oggi si trovano Via
S. Michele e Corso Italia. L'attività principale degli abitanti era il commercio del sale. Trieste
divenne nel 1300 un comune libero, allora vennero anche coniate le prime monete e di quel tempo è
originaria anche l'alabarda che è il simbolo di Trieste.
Già nel XIII secolo Trieste ebbe molti contrasti con la vicina Repubblica di Venezia; situata non lontano da Venezia, temeva sempre di venire sottomessa da questa potenza e di perdere la sua libertà. A nord si trovavano gli Asburgo, che avevano i loro feudi nell'Austria e nella Svizzera e Trieste si pose spontaneamente sotto la protezione di Leopoldo III d'Austria, instaurando così il lungo e fecondo rapporto con la dinastia asburgica.
Grazie alla politica economica avviata da Carlo VI e continuata da sua figlia Maria Teresa, Trieste ebbe nel XVIII secolo un forte sviluppo sociale ed economico. Dopo la vittoria definitiva contro i Turchi e dopo la guerra di secessione spagnola, gli Asburgo avevano esteso il loro dominio territoriale e l'Austria era divenuta una grande potenza. L'imperatore austriaco Carlo VI comprese che il futuro del suo regno era nell'economia commerciale e che era indispensabile un collegamento marittimo. Così il 18 marzo 1719 decretò, con un editto, la libertà di navigazione nel mare Adriatico, aprendo così le porte al commercio e assegnando a Trieste il privilegio di Porto Franco.Le franchigie doganali, le molte agevolazioni e il potenziale Hinterland, accrebbero i già prosperi traffici, attirando commercianti, imprenditori ed avventurieri da tutto il mondo e creando così quel cosmopolitismo che ancora oggi si ritrova nei luoghi di culto, nel dialetto e nei cognomi stessi dei triestini. Il vecchio borgo diventò improvvisamente troppo piccolo e non bastò più ad accogliere gli abitanti in poco tempo cresciuti notevolmente e, conseguentemente. La città si espanse guadagnando terreno sul fronte mare e collegando progressivamente i vari colli che si protendono a ventaglio dall'interno verso la costa. Così interrate le preesistenti saline fuori porta, fu edficato quello che prese il nome di Borgo Teresiano o Città Nuova per distinguerlo dalla vecchia Trieste che, da quel momento fu chiamata Città Vecchia e che ancora oggi i triestini chimano "Zitavecia" (in espressione dialettale).