Curiosità tutte triestine
Una casetta con segni misteriosi
Tracce Templari
Nel 1911 il Professore Alberto Puschi nella sua relazione al Consiglio Comunale di Trieste riferisce di aver trovato un bassorilievo raffigurante la Madonna con il Bambino "... nella cantina di una vecchia casetta attigua alla casa parrocchiale di Santa Croce..." e che "... in passato era collocato sul lato della stessa casetta prospiciente alla strada che passa davanti alla curia...".
A seguito della scoperta egli propose che la pietra fosse rimessa nella nicchia, o almeno affidata alla custodia di una struttura museale: il bassorilievo, invece, fu collocato nel 1912 nel Museo di storia e Patria di Villa Basevi e, dopo la sua distruzione a seguito di un bombardamento aereo, nel cortile delle Milizie nel castello di San Giusto.
Sta di fatto che la "vecchia casetta" altro non era che l'edificio della Vecchia Scuola o Scuola Parrocchiale, cioè della prima scuola elementare di Santa Croce.
La nostra costruzione però riserva altre sorprese: murata come architrave, all'entrata della cantina, c'è una pietra inscritta con inciso un rosone sulla parte destra. Delle tre iscrizioni che vi si notano, la prima sembra non essere mai stata decifrata, mentre la seconda dovrebbe portare inscritta la frase: "Hoc opus magister Georgyus Fecit".
Queste prime due sono state scolpite contemporaneamente e si possono far risalire all'epoca dei Templari. Inoltre, visto che la Chiesa di Grignano esistette veramente, si può verosimilmente ritenere che questa pietra provenisse proprio da lì.
La terza iscrizione MCCC89 (1389) indica presumibilmente la data di costruzione della vecchia casetta del Puschi, essendo diversa dalle altre due, molto più antiche.
Non basta.
Dando un'occhiata più attenta alle pareti della casa non possono sfuggire alcuni disegni simbolici: un uccello, un conchiglia, uno stiletto e altri segni minori.
Ricostituendo la storia dell'edificio, è possibile identificare il 1389 come l'anno di costruzione, poi il vuoto fino alla data di fondazione della "vecchia scuola", che rimase in servizio per anni.
Da quel momento in poi sembrerebbe rimasto in stato di abbandono finché,una ventina d'anni or sono, vi giunsero le suore che l'adottarono a scuola di musica per bambini del luogo.
Tutte le pietre incise, inserite nella costruzione, seguono una certa logica: come tuttora ricordano i vetri del posto, era usanza, nell'edificare una casa, di utilizzare non solo la pietra bianca del Carso, ma anche tutti i materiali di recupero possibili. Ne consegue che non sia affatto strano non aver usufruito anche delle pietre un tempo appartenenti alla Chiesa di Grignano, tanto più che esse erano di ottima qualità e, tutto sommato, anche decorative.
Altra piccola curiosità: per la cementificazione delle pietre venivano utilizzate anche rifiuti, paglia e tutto ciò che poteva essere ridotto in poltiglia e poi solidificare.
Anche in questa casa sono state trovate tracce del misterioso ordine dei Templari, dei quali ben poco si conosce pur essendo stati lungamente presenti in città.
Ancora oggi
I misteriosi segni
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