Curiosità tutte triestine

Uomini onesti
Due eroi triestini sconosciuti

Due nostri concittadini, Domenico e Antonio Piatti, vissuti quasi duecento anni fa, sono stati gli autori di una splendida ed ammirevole pagina di storia.
Domenico Piatti, triestino, a 23 anni sposò Andreana Prosdocimo, dalla quale ebbe sette figli: Antonio, Margherita, Pietro, Giuseppe, Elisabetta, Giovanbattista e Francesco.
Piatti padre era agente marittimo e a Trieste, all'epoca in rapida espansione emporiale, fece velocemente fortuna, "guadagnandosi" quindi un posto nei ranghi dell'alta società.
Si dice che nel 1773 abbia partecipato alla fondazione della loggia massonica "Alla Concordia", in Via San Nicolò nel cuore del Borgo Teresiano.

Nel 1788 - a causa delle persecuzioni imperiali antimassoniche - lasciò Trieste per Napoli, dove trasferì la sua residenza. Da uomo di mondo (e di Massoneria visto che fonderà una luce anche nella capitale partenopea) riuscì ben presto ad insediarsi negli ambienti più esclusivi della città. Il buon nome dei Piatti era tale che il console e ricchissimo banchiere Raymond, qualche anno dopo, prese in sposa la figlia Margherita.
Stabilitosi, Domenico venne raggiunto a Napoli dal primogenito Antonio, proprio nel momento in cui dilaniavano, inarrestabili, le prime avvisaglie dello sconvolgimento rivoluzionario che - all'insegna dei principi di "libertà, fraternità, uguaglianza" - avrebbe, nei decenni successivi, messo a ferro e fuoco l'intera Europa.
La campagna napoleonica in Italia investì violentemente anche Napoli: il generale francese Championnet sbaragliò nel gennaio del 1799 le truppe di Ferdinando VI costringendolo all'esilio in Sicilia. Al suo posto venne insediata la neo-costituita Repubblica Partenopea, un governo provvisorio di cui fece parte anche Domenico Piatti.

Ma nel profondo sud italico stava rapidamente prendendo vigore la controrivoluzione, guidata dal Cardinale Fabrizio Ruffo, che marciò, alla testa di un esercito, su Napoli, producendo devastazioni, saccheggi e violenze innarrabili. Domenico Piatti, durante questo tumultuoso periodo, dette prova di grande generosità e di impegno morale. Tra le infinite cose e le aveva la responsabilità di due ospedali cittadini (Il Salvatore ed Il Granili) che finanziò con i propri averi quando le risorse pubbliche giunsero ad ad esaurimento.
Ma le vicende belliche continuavano ininterrotte con capovolgimenti di fronte e colpi di mano inaspettati. La fragile Repubblica Partenopea alla fine cedette sotto i colpi del Cardinale Ruffo, cui si udirono ad un certo punto i francesi (che non passeggiavano più per la Repubblica) e degli inglesi che bombardarono durante mente la città dal mare.
Il 10 luglio 1799 re Ferdinando rientrò trionfante in città ed il 20 luglio, dopo un processo sommario, Domenico è Antonio Piatti salirono sul patibolo, composti, impavidi, proclamandosi uomini liberi.
Quando il boia entrò nella loro lurida cella per condurli al participio, Domenico Piatti, alzandosi lentamente, disse al figlio... "vieni figlio mio, insegniamo questi zotici come fanno morire due uomini onesti..."

Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2008