Castelli e Chiese
Sulla parte più alta della città
Il Castello e la Cattedrale di San Giusto
Posizionati sulla parte più alta della città, risalgono al XV secolo. Il Castello gode di una collezione d'armi all'interno e una vista sulla città utile all'epoca per difendersi dagli attacchi nemici. Presente un Lapidario con elementi architettonici romani rinvenuti a Trieste.
Un verdeggiante Parco della Rimembranza, dedicato ai caduti della prima e seconda guerra mondiale avvolge l'amplia platea capitolina.
Qui si possono ammirare, ad occidente, la medioevale chiesa cattedrale di San Giusto,
fondata su una preesistente basilica paleocristiana e completata nel Trecento; la chiesetta di S. Michele al Carnale del XIII sec. e l'Orto Lapidario con l'annesso Museo Civico di Storia ed Arte. Alle spalle sorge imponente e massiccio il Castello.
La prima notizia dell'esistenza di un castello, risale al 1253. Un documento datato 6 maggio dello stesso anno, informa che il conte-vescovo Volrico di Trieste, esaurita ogni risorsa economica a causa delle guerre tra Guelfi e Ghibellini, cede per 800 marchi al Comune di Trieste, insieme ai vari diritti e possedimenti, il proprio palazzo, munito di torri e di alte finestre di cui però non rimangono nessuna traccia archeologica. Il graduale passaggio dei beni e dei poteri vescovili a favore del Comune continuò sino al 1295, quando venne dichiarata l'indipendenza dello stesso.
Nella sua qualità di emporio commerciale, Trieste ebbe numerosi nemici, il più accanito dei quali fu Venezia che cercando il completo dominio dei traffici marittimi dell'alto Adriatico, non poteva ammettere la presenza di un porto ad essa concorrente e tentò in ogni modo di annientarlo. La disputa si terminò con un violento scontro e le truppe di Venezia occuparono Trieste prendendo il governo della stessa.
La Serenissima decise di fortificare in maniera adeguata la città per cui la dotò di nuove mura e iniziò la costruzione di due castelli. Uno, edificato agli inizi del 1375, fu eretto in corrispondenza del Mandracchio e fu chiamato «A Marina»; abbattute diverse case, vennero utilizzate torri e mura esistenti a completamento delle quali si costruirono altre torri legate da cinte murarie, il tutto circondato da un canale. Di forma rettangolare sembra occupasse un'area di circa 130x30 m.
L'altro edificio, costruito sul colle di San Giusto, non ha lasciato rilevanti tracce di sé. Rimane di questo manufatto un solo tratto muro che, partendo dal bastione rotondo dell'attuale Castello, termina presso il Monumento ai Caduti. I due castelli ebbero però vita breve, giacché, in occasione della sconfitta veneziana, avvenuta a Chioggia nel 1380 ad opera dei genovesi, i triestini, in aperta ribellione nei confronti degli occupanti, distrussero i due edifici.
Contemporaneamente, al porto di Trieste guardava l'Austria al fine di impossessarsene per aver uno sbocco sul mare.
A Federico III, nel 1470, si deve la decisione di costruire un castello.
Questo edificio rettangolare a due piani, sormontato da una torre quadrata con merlature, funse anche da abitazione dei capitani imperiali preposti al comando della città. In esse si costruì anche una cappella, dedicata a San Giorgio, voluta dall'Imperatore. Fu costruito con notevole velocità per quei tempi, a conferma la presenza di ben 14 «marche» intagliate nella pietra: immancabile contrassegno imposto dagli architetti e dagli scalpellini nelle costruzioni gotiche di quel tempo.
Nel 1508, la città, causa i conflitti esistenti tra Austria e Venezia, verrà rioccupata da quest' ultima il quale senato decise l'edificazione di una fortezza triangolare che prevedeva ai vertici rotondi bastioni che venne costruita sul colle che incorporerà l'edificio federiciano.
Questa costruzione venne interrotta l'anno dopo, quando il 2 giugno 1509 venne ordinato il ritiro delle milizie veneziane.
I triestini che avevano considerato sino allora la nascente fortezza con ostilità, di fronte all'incombente minaccia delle invasioni turche, chiederanno all'Imperatore Massimiliano I di voler provvedere all'ultimazione della stessa. I lavori della fortezza procederanno a rilento sino al 1545, anno in cui è nominato capitano di Trieste Giovanni Hoyos.
Sotto la sua guida energetica, resa tale da precise ambizioni, i lavori al Castello proseguiranno tra vicende alterne, sino al completamento del bastione chiamato Lalio. I vecchi progetti veneziani verranno abbandonati perché ritenuti superati dalle nuove tecniche militari ispirate a criteri costruttivi «all'italiana. Verranno così costruiti il bastione rotondo e le cortine murarie; sarà inoltre spianato il terreno circostante al Castello.
Nel 1615 l'architetto Pietro Pomis, sarà nominato «consigliere, ingegnere e architetto di Sua Altezza, per le fortezze di Gorizia, Trieste e Fiume» ed a lui si spetterà l'ultimazione del bastione orientale, oggi chiamato «fiorito», la cui costruzione determinerà l'ultimamento dell'intera fortezza.
Una lapide, collocata sullo sperone rivolto verso il Parco della Rimembranza, ricorda che il Castello fu «ultimato per volontà di Federico III».
Il Castello non ebbe mai una forte rilevanza bellica, così sostanzialmente ridotto a caserma o deposito militare, conta solo due fatti d'arme: quello risalente al 1813, quando truppe napoleoniche resistettero 14 giorni all'assalto di quelle austriache, inglesi e napoletane e quello del 1945 quando soldati tedeschi si asserragliarono per attendere l'arrivo dell'VIII Armata britannica a cui arrendersi.
La mancanza di peculiari episodi bellici non ha però impedito il consolidarsi di racconti e leggende che hanno dato a questa fortezza un'aura di mistero. Si sono così consolidate narrazioni nelle quali si è fantasticato intorno a supposti collegamenti sotterranei che dal Castello dipartivano per collegare lo stesso alla città. Fatto questo non del tutto inverosimile poiché sono noti diversi tratti di camminamenti sotterranei.
Nel 1930 fu definitivamente ceduto al Comune di Trieste che dal 1930 al 1936 verrà ristrutturato dandogli l'attuale aspetto medioevale.
Da allora il complesso è stato immaginato come naturale sede per manifestazioni culturali curate in gran parte dall'Azienda di Soggiorno e Turismo di Trieste. D'estate in particolare, vengono programmati spettacoli all'aperto che trovano nell'ampia platea del «Cortile delle Milizie» spazi e cornice particolarmente suggestivi.
Al visitatore, camminamenti e bastioni, offrono un incantevole panorama della città e del golfo mentre nel Museo Civico, sede del quale è il primitivo nucleo federiciano, viene proposto, insieme alla suggestione degli ambienti, un vasto repertorio di raccolte ed armi, oggetti ed arredi d'epoca.